Ringraziando il gentilissimo Tommaso per avermela inviata, pubblico qui una lista di libri di divulgazione scientifica riguardanti la chimica. Purtroppo non ho avuto la possibilità di leggerli tutti (anche se la maggior parte di questi libri è già finita sulla mia lista dei “to read”) perciò non posso esprimere un commento per ognuno di essi. Nonostante ciò, credo che molti la troveranno utile perché so quanto grande è la fatica necessaria per trovare dei libri di divulgazione sulla chimica. Come ho già avuto modo di esternare tempo addietro, i buchi neri e lo spazio tempo relativistico sembrano essere irrimediabilmente più affascinanti e ciò rende la divulgazione in ambito fisico e astrofisico più celebrata.
Titolo: Il segreto della chimica
Autore: Fochi Gianni
Editore: Longanesi
Descrizione: Nell’immaginario collettivo l’ossigeno è sinonimo di purezza incontaminata, ma che dire se si viene a sapere che, per buona parte della storia della vita sulla Terra, proprio l’ossigeno fu sostanza altamente tossica, dalla quale i più antichi organismi viventi dovettero difendersi? E quali segreti celano i profumi e i coloranti? I prodotti dell’agricoltura biologica possono essere talvolta più tossici di quelli dell’agricoltura che fa uso di antiparassitari? E quale relazione è possibile fra chimica e cucina? In questo volume l’autore svela l’intima connessione tra il microcosmo degli atomi e la realtà quotidiana, per sfatare il pregiudizio della complessità della chimica.
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Titolo: Breve storia della chimica. Introduzione alle idee della chimica
Autore: Asimov Isaac
Editore: Zanichelli
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Titolo: Zio Tungsteno. Ricordi di un’infanzia chimica
Autore: Sacks Oliver
Editore: Adelphi
Descrizione: Con questo libro, il suo più personale sino a oggi, Oliver Sacks apre le porte della grande casa edoardiana di Londra in cui viveva un ragazzino timido e introverso con la passione per la chimica: di fronte al multiforme e al caotico, all’incomprensibile e al crudele, la purezza del metallo ha per il piccolo Oliver un valore simbolico, quasi la materializzazione di “idee chiare e distinte” e di un ordine stabile. Il tramite naturale verso questo mondo fantastico è Dave, zio Tungsteno, quello che fabbricava le lampadine. Guidati dai filamenti di luce, seguiamo l’evoluzione di quel ragazzino curioso e appassionato: e sarà come ricapitolare alcune tappe essenziali nella storia della scienza.
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Titolo: Bella e potente. La chimica del novecento fra scienza e società
Autore: Cerruti Luigi
Editore: Editori Riuniti
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Titolo: Radar, hula hoop e maialini giocherelloni. Come «Digerire» la chimica in 67 storie
Autore: Schwarcz Joe
Editore: Dedalo
Descrizione: Uno sguardo critico all’omeopatia e alle medicine alternative; maggiori informazioni sulla soia, i pomodori, il tè, il ginseng, il brodo di pollo, gli hot dog e la calce; quanto c’è di scientifico dietro le curiose avventure di “Alice nel paese delle meraviglie”, la scellerata chimica del KGB, l’invenzione della polvere da sparo e tantissime altre storie, divertenti ed istruttive, per conoscere la chimica nel più facile dei modi e non lasciarci intimidire dalle molecole.
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Titolo: Molecole
Autore: Atkins Peter W.
Editore: Zanichelli
Descrizione: Peter W. Atkins, docente di chimica fisica all’università di Oxford, è già noto come autore di libri divulgativi e manuali di chimica di successo pubblicati in passato da Zanichelli; come “Chimica fisica” (1989), “Chimica generale” (1992) e “Il secondo principio” (1988). La sua ultima opera, “Molecole”, viene proposta nella collana divulgativa “Nuovi classici della scienza”, i cui volumi, di ottimo livello, sono curati negli Stati Uniti da “Scientific American”. “Molecole” è un libro che tratta di chimica in modo originale, mostrando come essa rappresenti il collegamento tra il mondo microscopio e ciò che cade sotto i nostri sensi a livello macroscopico. Ecco ciò che afferma l’autore nella prefazione: “La felicità può essere inarticolata, ma la riflessione è sterile senza comprensione. Esiste un piacere che si prova semplicemente osservando il mondo ma quel piacere può diventare più profondo quando l’occhio della mente penetra la superficie delle cose per vedere le connessioni che stanno al loro interno. Le pagine che seguono hanno lo scopo di aumentare il piacere che proviamo quando osserviamo il mondo. Esse presentano un aspetto della chimica – la descrizione della struttura delle sostanze – mirano a mostrare ciò che costituisce le cose che formano l’universo quotidiano. Queste pagine sono un’introduzione alle molecole. Esse mirano, fra le altre cose, a illustrare le forme delle molecole e le correlazioni fra esse, a mostrare perché, alcune molecole si comportano in un certo modo, a rivelare l’economia della natura”. Al lettore non sono richieste conoscenze preliminari di chimica, dato che nell’introduzione l’autore fornisce le nozioni necessarie per capire quel che segue senza problemi. L’esposizione è chiara e scorrevole, grazie anche al fatto che l’autore ha cercato di evitare nel corpo del testo l’uso di termini tecnici, raccogliendoli in un glossario finale. Il libro non si propone come un testo esaustivo di tutti i possibili aspetti della chimica, ma vuole offrire stimoli all’approfondimento personale che può svilupparsi ad esempio sulla base delle proposte bibliografiche. Sono parte integrante del testo le formule di struttura delle molecole e numerose fotografie. Altra caratteristica apprezzabile è che il libro, pur essendo strutturato secondo sei capitoli concepiti partendo dalle molecole più semplici per arrivare alle più complesse, lascia la possibilità di saltare liberamente da una molecola all’altra senza che la comprensione ne risulti compromessa. Le molecole sono infatti trattate indipendentemente l’una dall’altra, e numerate (da 1 a 160) in modo da poter essere rapidamente rintracciabili. L’autore stesso, che non a caso ha concepito il libro “per un diletto occasionale”, utilizza talvolta dei rimandi per sottolineare analogie e differenze tra di esse, ritenendo che le molecole esistano “per nutrire la vostra immaginazione”. Di ogni molecola viene anche quasi sempre riportata la formula di struttura. La maggioranza dei composti presentati sono organici, ossia contenenti carbonio e solitamente anche idrogeno: questi due soli elementi combinati insieme danno luogo, grazie alla proprietà del carbonio di formare differenti tipi di legami con se stesso, a un’innumerevole quantità di sostanze con caratteristiche molto variabili. Considerando poi le possibilità di combinazione con elementi come azoto, fluoro, cloro, zolfo, ossigeno e fosforo ci troviamo di fronte ai componenti microscopici di tutto quello che ci circonda, sia che si trovi presente in natura o che sia il risultato di un processo di sintesi industriale. Il primo capitolo è dedicato alle molecole inorganiche più importanti, mentre a partire dal secondo si considerano sostanze come combustibili, grassi, saponi, polimeri naturali e artificiali. Particolarmente affascinanti sono gli ultimi tre capitoli dedicati alle molecole responsabili dei sapori, dei profumi, dei colori e alla chimica dei meccanismi di percezione sensoriale, legata al sofisticato funzionamento del sistema nervoso: scopriamo il perché, della dolcezza dello zucchero e della freschezza della menta, del benessere provocato da un pasto piccante e dell’emozione che può accompagnare l’impatto con un odore. Un esempio significativo della gran varietà di effetti ottenuti dalla natura in modo economico è l’utilizzazione della stessa molecola, la cianidina, per colorare di blu i fiordalisi e di rosso i papaveri: la diversa colorazione dipende dalla diversa acidità della linfa. L’ultimo capitolo illustra i meccanismi d’azione di alcune sostanze antidolorifiche (aspirina), tranquillanti (morfina, Valium), stimolanti (caffeina, teobromina) e pericolose (TNT, dinamite, talinomide) e conclude mostrando come le notevoli differenze dei caratteri sessuali siano legate soltanto a una piccola differenza nella struttura degli ormoni maschili e femminili. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e di tutti i colori, facilmente rintracciabili nel dettagliato indice analitico finale, che può essere utilizzato per costruirsi degli itinerari tematici, personali: accanto alle voci più specificamente tecniche troviamo elencati tutti i sapori, gli odori e i colori incontrati.
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Titolo: Il luna park della chimica
Autori: Roesky Herbert W.; Möckel Klaus
Editore: Zanichelli
Descrizione: Una serie di esperimenti tra i più spettacolari della chimica sono riportati e descritti nelle pagine di questo testo, ognuno corredato da un’esauriente descrizione di quanto occorre per eseguirlo e dalle spiegazioni utili a comprenderlo. Le conoscenze presupposte per la comprensione degli esperimenti sono via via più avanzate e complesse man mano che si procede nella lettura di queste pagine. Nella prima parte si illustrano molti concetti della chimica generale, e si prosegue poi con la descrizione delle caratteristiche fisiche e chimiche di alcuni elementi della Tavola Periodica, per concludere con alcuni semplici esperimenti di chimica macromolecolare e organica. Gli autori hanno voluto mostrare che la chimica è arte, e i reagenti impiegati sono scelti con cura proprio allo scopo di produrre effetti che lo confermino. Le introduzioni agli esperimenti, inoltre, hanno l’apprezzabile peculiarità di citare passi di autori celebri che inseriscono gli esperimenti chimici in una cornice letteraria. Quanto ai destinatari, si tratta di un testo non certo utilizzabile da un pubblico inesperto, poiché la schematicità delle spiegazioni in calce agli esperimenti richiede conoscenze già mature; è pertanto consigliabile piuttosto ai docenti, che, nel guidare i loro allievi attraverso una materia complessa, troveranno sicuramente in questo volume di che stimolarne la fantasia e catturarne l’interesse.
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Titolo: Lo spirito ardente di Saturno. Storie di chimica.
Autore: Sappa Enrico
Editore: Mercurio
Descrizione: ”Imparare la chimica è un mestiere duro, ma non più che imparare una lingua un po’ difficile… Non possiamo fare a meno della chimica per la nostra vita quotidiana. La chimica, salvo per pochi iniziati, non è arte o poesia. Però è fortemente intrecciata con la storia dell’umanità. La chimica ha promosso grandi forme di arte, oppure sconvolgimenti sociali e politici… L’argento ed il mercurio hanno avuto un ruolo di primo piano nel rivoluzionare l’economia dell’Europa pre-industriale… La polvere da sparo ha rivoluzionato il modo di fare le guerre.” (Enrico Sappa)
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Titolo: Il regno periodico. Viaggio nel mondo degli elementi chimici.
Autore: Atkins Peter W.
Editore: Zanichelli
Descrizione: La tavola di Mendeleev si può esplorare “dall’alto”, come se fosse una variegata nazione di cui ogni elemento chimico costituisce una regione. I territori di questo Regno periodico hanno caratteristiche diverse tra loro, ma anche radici comuni e parentele. E i rapporti e gli scambi tra le regioni sono fondamentali per lo sviluppo della nostra tecnologia. Con la metafora del Regno Atkins racconta in modo originale le proprietà degli elementi chimici, la loro rilevanza nella vita quotidiana, la storia della loro classificazione e i principi che governano le reazioni chimiche.
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Titolo: Elementi
Autore: Ball Philip
Editore: Codice
Descrizione: Un autore pone una domanda solo in apparenza semplice: di cosa è fatto il mondo in cui viviamo? Philip Ball racconta la relazione dell’uomo con la materia. Dalle rappresentazioni più semplici dell’antichità – acqua, aria, terra e fuoco – alla tavola periodica degli elementi, fino alle sperimentazioni più ardite della scienza contemporanea, inseguendo la meraviglia della natura nel suo dispiegarsi quotidiano.
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Titolo: Maghi e reazioni misteriose. L’alchimia e la chimica a spasso nel tempo
Autore: Guarnieri Vincenzo
Editore: Lapis
Descrizione: Hai mai sentito parlare di pietra filosofale? Di maghi e alchimisti e dei loro strani laboratori? La chimica comincia proprio da lì, dal mistero e dalla magia, dal segreto e dal fascino della materia. Un libro che viaggia attraverso i secoli, dai primi “esplosivi” esperimenti alle straordinarie scoperte del Novecento. L’avventura dell’uomo che da sempre tenta di svelare gli enigmi della natura. Età di lettura: da 13 anni.
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Titolo: Il sistema periodico
Autore: Levi Primo
Editore: Einaudi
Descrizione: Ci sarebbero un sacco di cose da dire su questo libro. Ma sarebbero superflue. L’unico valido consiglio è quello di partire, andare in libreria, comprarlo e leggerselo tutto d’un fiato. Primo Levi è stato uno dei più grandi scrittori del novecento, e questo libro è uno dei suoi lavori meglio riusciti. Parla di chimica? Solo in parte. La chimica è usata come filo conduttore per parlare di tante storie diverse. Per parlare di persone e personaggi, di avvenimenti ed avventure, di passato e presente.
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Titolo: Breve storia dell’atomo
Autore: Staguhn Gerhard
Editore: Salani
Descrizione: Quali sono i più piccoli elementi che costituiscono il mondo, dai quali si sono formati il cosmo, la nostra terra e tutta la vita? Gerhard Staguhn racconta la storia della chimica e della fisica nucleare, in particolare lo sviluppo impressionante degli ultimi cento anni. Che cosa succede in una scissione nucleare? Come funziona un raggio laser? Che cosa sono i quark? Che cosa accade nelle accelerazioni di particelle con le quali attualmente si cerca di trovare la materia originaria del cosmo?
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Titolo: Come si sbriciola un biscotto?
Autore: Schwarcz Joe
Editore: Longanesi
Descrizione: La chimica è la protagonista di questo godibilissimo libro del professor Schwarcz. Il punto di partenza è una nutrita serie di domande che a chiunque può essere capitato di porsi, tra cui quella da cui deriva il titolo del libro (perché i biscotti si sbriciolano facilmente?) e molte altre che danno luogo a spiegazioni vivaci e comprensibili, conducendo il lettore a riflettere su numerosi fatti della vita quotidiana – legati in particolar modo alla nostra salute – e a comprenderli dal punto di vista scientifico. Joe Schwarcz insegna chimica alla McGill University di Montreal ed è molto conosciuto in Canada grazie alla sua opera di divulgazione scientifica, per la quale è stato premiato dalla American Chemistry Society.
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Titolo: Molecole in mostra. La chimica nascosta nella vita quotidiana
Autore: Emsley John
Editore: Dedalo
Descrizione: Visitare una galleria di molecole, quasi fosse una National Gallery? Ormai la scienza e la tecnica diventano spettacolo, cercando di attirare l’attenzione intelligente del pubblico comune. In questo caso la visita è virtuale: grazie alle capacità comunicative e alla cultura di John Emsley, veniamo accompagnati lungo alcuni dei percorsi che più fortemente legano la chimica alla vita di tutti i giorni. Così, curiosando nel bazar del sapere, si fa la conoscenza del plastico Teflon e dei fosfati detergenti, dell’eccitante ecstasy e del miracolistico selenio, dell’acqua e del carbonio, delle molecole della medicina e di quelle della cucina, delle molecole che arricchiscono e di quelle che intossicano l’ambiente. È un itinerario che porta a sostanze sconosciute e fondamentali, ma anche a molecole, che abbiamo incontrato frequentemente nei nostri studi, eppure poco abbiamo frequentato e compreso… Lo humour e l’arguzia dell’autore sono un eccellente compagno di viaggio: non ci annoieremo certo, anzi avremo buone occasioni per imparare, riflettere, e per sviluppare un’attitudine positiva verso la scienza. Facciamo allora questo biglietto.
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Titolo: La chimica allo specchio
Autore: Hoffman Roald
Editore: Longanesi
Descrizione: Roald Hoffmann difende una scienza spesso ingiustamente criticata, ma senza la quale il nostro mondo sarebbe un Eden piuttosto miserabile. Una fra le caratteristiche essenziali della chimica è l’identità. Ci sono sostanze che si presentano in forme “quasi identiche” ma non “sovrapponibili”, le quali sono l’una l’immagine speculare dell’altra, come un guanto destro e uno sinistro, ma che hanno un comportamento chimico spesso molto diverso. Un tragico esempio di questo cattivo uso della chimica è la talidomide: prodotta senza distinguere fra due forme speculari, produsse gravi malformazioni nei figli delle gestanti che la assumevano. Hoffmann ha vinto, insieme a Kenichi Fukui, il premio Nobel per la chimica nel 1981.
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Titolo: H2O. Chimica in versi
Autore: Cavaliere Alberto
Editore: Mursia
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Titolo: Come pensa un chimico?
Autore: Hoffman Roald
Editore: Di Renzo
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Titolo: I bottoni di Napoleone. Come 17 molecole hanno cambiato la storia
Autori: Le Couteur Penny, Burreson Jay
Editore: TEA
Descrizione: Rivelando gli stupefacenti collegamenti di natura chimica tra fatti apparentemente scollegati, gli autori presentano nel libro 17 gruppi di molecole che hanno cambiato il corso della storia, arrivando a determinare moltissimi aspetti della nostra vita quotidiana. Il lettore apprenderà per esempio come i bottoni delle uniformi dell’armata napoleonica, fatti di stagno, si sbriciolassero alle basse temperature, mettendo in notevoli difficoltà i soldati impegnati sul fronte russo (e, chissà, ipotecando così l’esito della campagna); come un banale incidente domestico con un grembiule detonante ebbe come conseguenza lo sviluppo dei moderni esplosivi e la nascita dell’industria cinematografica; come la passione degli europei per la caffeina, una molecola che dà una blanda dipendenza, finì per portare alla rivoluzione comunista in Cina.
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mag 03 2009
Ratzinger e La Sapienza. Il suo discorso del ‘92 su Galileo
Ora, a distanza di tempo, ripubblico qui il commento di Cloro (un fisico, utente del forum dell’UAAR) al discorso per via del quale il Papa fu reputato non bene accetto. A questo indirizzo trovate la discussione completa nonché il commento qui sotto (ampliato però con i commenti degli altri utenti).
Per chi invece preferisse una lettura più comoda, il pdf è disponibile per il download (e per la stampa) a questo indirizzo. Buona lettura!
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Avevo promesso tempo fa a giu73, Sole, ed altri un post tecnico (nel senso della fisica) che commentasse il discorso di Ratzinger del 92 che produsse l’incidente della Sapienza.
Ricordiamo che nel gennaio 2008 un gruppo di fisici della Sapienza scrissero una lettera privata al loro rettore, segnalando l’inopportunità di fare aprire l’anno accademico a Papa Ratzinger, data la sua posizione sul rapporto Fede-Scienza.
Il rettore divulgò la lettera (per suo tornaconto, e qui sarebbe lunga ….) e scoppiò una protesta studentesca di vaste proporzioni ed eco. Il papa fu comunque invitato a parlare, ma ritenne opportuno declinare l’invito.
Io vi leggerò il discorso del 92 menzionato nella lettera. Discorso integrale che negli anni a seguire non fu mai rivisto o corretto dal Papa, tanto che è lì in bella mostra di sé – nella sua radiosa imbecillità – in siti cattolici.
Lo farò in una sequenza di post, perché le cose da dire son molte. Abbiate pazienza.
Ebbene sì, ha iniziato con questa frase. Lo so che non vuol dire nulla di nulla, ma non fatevi intimorire. Ne troverete altre di frasi totalmente prive di significato. Non posso sottolinearle tutte. E’ solo una figura retorica che usa spesso. Si chiama logorrea ipnotica . E’ il tessuto connettivo dei suoi ragionamenti.
Ma andiamo avanti.
“clima intellettuale” sottinteso nell’ampia cerchia di intellettuali composta da se medesimo e il tizio che ha assunto per portargli le ciabatte ogni mattina al risveglio, tenendole fra le mascelle, camminando carponi, e latrando come un labrador.
sì, infatti non si scomodarono mica un paio di papi addirittura e certamente più memorabili di te…
Purtroppo no, caro giuseppino, non eravamo più nel Medioevo già da 4 secoli. Erano già passati il Rinascimento dalle nostre parti e l’Umanesimo in tutta Europa, eppure grazie alla Chiesa la notte oltretevere era davvero ancora molto ma molto buia.
Qui tenetevi forte. Finora si è scherzato. Nelle prossime righe c’è il capolavoro.
Intitoliamolo “Papa Ratzinger che insegna la Relatività a Galileo Galilei”
Premessa dovuta: chi è Bloch? E’ Ernst Bloch, un filosofo Marxista. Uno che non ci risulta abbia mai studiato fisica. Ratzinger da qui in poi sostiene che nel merito tecnico, cioè proprio dal punto di vista della Fisica, sulla questione se sia la terra che gira attorno al sole o viceversa, Galileo aveva nientepopodimeno che torto! E l’argomento che lo porta a dire questa cosa, non è un pensiero suo, oppure una frase di un fisico autorevole. No. E’ una frase – una cazzata effettivamente – detta da un filosofo Marxista.
Qui mi fido del fatto che Ratzi citi correttamente la fonte Bloch. Poco importa, anche se non mi sorprenderei che quella frase di Bloch sia stata espunta ad arte e decontestualizzata. Ammettiamo pure che Bloch fosse un asino in fisica –chissenefrega peraltro–. Ratzi la fa sua con grande soddisfazione. Sentite.
…apperò… che notiziona !
POI? RELATIVITA’? Scusa? Ho capito bene?
Riassumo per chiarezza: stanno dicendo (Bloch e Ratzi).
“La fisica moderna un giorno smentirà Galileo e dimostrerà che l’idea che il sole sia fermo e la terra gli giri intorno è un retaggio antiquato di una fisica superata, ancorata al concetto di spazio assoluto. Con l’avvento della Teoria della Relatività si capirà che lo spazio assoluto non esiste e che se una cosa A gira intorno ad un’altra B, dal punto di vista dell’altra si può equivalentemente sostenere che sia B a girare intorno ad A. Che il fatto che A giri intorno a B è relativo…”
Questo ragionamento, nel 1992, è semplicemente PAZZESCO. Per due motivi:
1. E’ un ragionamento sbagliato proprio alla luce della teoria della relatività. In terza liceo scientifico ti costerebbe una bocciatura.
2. La Teoria della Relatività di cui stanno parlando, meglio detta “Principio di Relatività” è guardacaso di Galileo e sti due genii evidentemente non lo sanno !!!! (e non è di Einstein come probabilmente sottintendono, avendola loro imparata da qualche soap opera)
Perché sia un ragionamento sbagliato è presto detto. Il Principio di Relatività (quello cosiddetto “Speciale”) stabilisce un’equivalenza delle leggi della fisica “viste” da osservatori in moto relativo tra loro, e quindi l’equivalenza dei loro “sistemi di riferimento”, detti entrambi “inerziali”. Nei sistemi di riferimento inerziali e solo in essi, le leggi della fisica assumono la loro forma più semplice e chiara, senza “forze fittizie”. Pertanto tutti i sistemi di riferimento inerziali sono indistinguibili tra loro e si distinguono invece benissimo da tutti gli altri. Non si può dire quale sistema inerziale si muova e quale “stia fermo” (rispetto a che ?).
Ma quanto detto sopra è vero se tale moto relativo è “rettilineo uniforme”. Qui invece (parlando di sole e terra) siamo di fronte a due sistemi in rotazione relativa, il che significa che irrimediabilmente se l’uno dei due è un sistema inerziale, l’altro non lo è. Cioè che se in uno dei due le leggi della fisica valgono nella loro semplicità, per l’altro la cosa è automaticamente falsa, e quindi si osserveranno forze fittizie che consentiranno di stabilire inequivocabilmente che è lui che sta girando intorno all’altro. E infatti la fisica moderna SA BENISSIMO, da Copernico in poi, e anzi se vogliamo da Aristarco di Samo, che “LA TERRA GIRA INTORNO AL SOLE”. Potete scolpire questa frase su una lastra di granito e cementarla sulla facciata di casa vostra senza temere che mai nessun prete vi dia dell’ignorante in fisica.
In sostanza il SOLE è un sistema inerziale e la TERRA è un sistema non inerziale che vi ruota intorno. A voler essere superprecisi (ma lo sapevano benissimo già Galileo e Newton). Il sistema inerziale non è il centro nel sole, bensì è il “baricentro del sistema solare” che comunque cade sempre all’interno del sole, poco discosto dal centro.
Qui qualcuno di capzioso potrebbe obiettare che il “Principio di Relatività Generale” (questo davvero di Einstein) si applica effettivamente alla terra in quanto in caduta libera e blablabla…
NO! qui non c’entra un tubo la caduta libera. Qui c’è una cosa (La Terra) che ruota intorno ad un’altra (il centro di massa del sistema solare che è un punto mobile all’interno del Sole).
Ripetiamo:
“L’ARGOMENTO DEL TRENO”
Se voi siete in moto su un treno che scorre su binari lisci a velocità uniforme, la fisica all’interno del treno è identica alla fisica di chi sta seduto in stazione. Le cose cadono, i pendoli oscillano, la caccole vi pendono dal naso, i capelli in testa in assenza di vento vi stanno composti. I due sistemi di riferimento “treno” e “stazione” sono entrambi inerziali e sono indistinguibili, nel senso che il principio di relatività ci fa dire che entrambi si muovono di moto relativo. Nessuno dei due è in moto assoluto o fermo in modo assoluto. Nessuno dei due osservatori vede succedere attorno a sé cose strane.
Però se il treno CURVA, o meglio ancora se i binari del treno fossero uno stupido cerchio che gira intorno alla stazione come nei trenini elettrici della nostra infanzia, allora, col cavolo che la fisica all’interno del treno sarebbe la medesima che in stazione. Per spiegare i fenomeni all’interno del treno dovreste invocare forze fittizie (altresì dette inerziali) che spiegano come mai i capelli, la caccola, il pendolo e tutto quello che avete in cabina, cominciano a tendere nella direzione esterna al cerchio (voi la chiamate forza centrifuga). In altre parole, proprio la presenza di tale forza, vi farebbe concludere inesorabilmente che la fisica all’interno del treno è alterata da un fenomeno di accelerazione (curvare è di per sé un’accelerazione detta “centripeta”) . Concludereste inequivocabilmente che non siete in un sistema inerziale e state “GIRANDO” in tondo.
Lo so queste cose ve le hanno già dette in terza liceo e le avete studiate tutti. Chiedo venia. Sopportatemi. Purtroppo stiamo parlando di un caso patologico di ignorante presuntuoso e logorroico e quindi devo abbassarmi a spiegare i dettagli.
Adesso però passiamo alla cosa davvero pazzesca. L’argomento del treno, che vi ho appena esposto nel mio orripilante italiano moderno e sgrammaticato, è guardacaso stato esposto per la prima volta nella storia dell’umanità proprio dal signor Galileo Galilei, pisano, nel suo “Dialogo sopra i Massimi Sistemi …”
La faccio dire a lui. Non è solo la prima volta nella storia dell’umanità che questa cosa venne detta. E’ altresì il modo più meravigliosamente bello in cui mai uomo alcuno, prima e dopo abbia esposto questo concetto.
Galileo invece che salire su un treno (i treni erano sempre in ritardo di secoli all’epoca) sale su una nave (navilio). Leggete, in religioso silenzio.
*il più grande forse ex aequo con Archimede. Nessun altro si offenderà, spero. Se no ne discutiamo volentieri pacatamente. Mi procuro un machete.
En passant facciamo altresì notare che il libro in cui venne scritto questo passo la Chiesa l’ha fatto bruciare e non avrebbe mai voluto che venisse pubblicato.
Ora rileggiamo quello che è successo.
Ratzinger arriva 400 anni dopo Galileo e gli dà dell’ignorante in fisica. Usando un argomento preso dalla “Teoria della Relatività” come la chiama lui, che in realtà è il “Principio di Relatività”. Senza rendersi conto che:
1. La “teoria della relatività” lui non l’ha capita. Sono cose note agli studenti di terza liceo, ma a lui no. Perché lui è semplicemente un ignorante senza appello.
2. Purtroppo per lui, la “teoria della relatività” (come la chiama lui) è proprio di GALILEO GALILEI, che nel 1632 queste cose invece le aveva capite benissimo e le avrebbe insegnate una volta per tutte all’umanità postera in uno dei capolavori assoluti della letteratura scientifica dell’umanità.
Qui torniamo al discorso… si ammoscia un po’…
Curiosamente? Curiosamente cosa? Perché Galileo era notoriamente comunista, e a smentirlo è curiosamente proprio un Marxista, questo intendi, vero? Se no sta frase non si spiega…
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Applauso! Bravi, ASINI! STUDIATE! Qui il discorso cambia. Adesso cita Feyerabend.
Questo è il passo che ha fatto maggior “notizia” nell’incidente della Sapienza, quello che ha indignato più gente. Il perché lo scoprirete tra un istante
Premessa. Chi è Feyerabend? Filosofo tutt’altro che stupido, discepolo di Popper con cui però entrerà in parte in contrapposizione creando la “critica al negazionismo”. Il cuore del suo messaggio è che la frase di Popper “è scientifico tutto ciò che si presta a negazione”, è stato spesso contraddetto dallo sviluppo della scienza, perché molti scienziati hanno utilizzato “esperimenti mentali”, che nel caso più benevolo possono essere interpretati come i gedanken experiment del XX secolo (gatti di schrodinger, ascensori di Einstein), nel caso più malevolo possono essere pensati come “dati taroccati” per dar ragione alle teorie che si vogliono dimostrare.
Galileo sicuramente fece uso di “esperimenti mentali”, primo tra tutti il navilio di cui sopra. Non mise mai per davvero una farfalla e una mosca dentro ad una stanza su una nave in moto. Un secchio che gocciola appeso al soffitto della nave e un vaso sotto. Un fisico del XX secolo vi risponderebbe: certo che non lo fece mai! Però se lo fate è proprio vero! L’importante è che tu possa verificarlo. Prova!
Feyerabend non dirà mai che Galileo per questo era un idiota o che la scienza che ha prodotto fosse falsa. Dirà però che il “METODO” usato da Galileo è più complesso di quanto non dicano gli schematismi di filosofia della scienza di Galileo stesso e di Popper. Definisce quella che lui chiama “controinduzione”, per rendere conto del modo di procedere di Galileo (e dei fisici dopo di lui) in molteplici casi.
Feyerabend sicuramente dice delle cose giuste e interessanti, che a mio modo di vedere completano l’analisi di Popper e rendono conto del procedere a tentativi, talvolta forzati, che la Scienza da sempre compie.
Un’altra cosa tutt’altro che trascurabile da sapere su Feyerabend è che era un fricchettone che dall’Austria non si trasferì al Vaticano, bensì nella California degli anni 60 (insegnò a Berkeley dal 1958 all’ 89) dove tirava un’aria molto rivoluzionaria e anticonformista. Popper non solo lo lesse, ma se lo fumò anche in gradevoli coni di carta riempiti di maria! Personaggio che amava stupire nelle esternazioni, dai modi molto “figlio-dei-fiori”, non sarebbe davvero piaciuto a Ratzinger se si fossero conosciuti di persona. Immaginatevi uno “Sgarbi” della Filosofia della Scienza. Solo intelligente.
Non sono un esperto di Feyerabend. Ma penso che il quadretto che ho fatto basti.
Ebbene Joseph lo cita così,
La frase pesantissima di Feyerabend va letta nel contesto della sua critica al metodo, e – ciò detto – è una sua opinione che penso pochi contestualizzata o decontestualizzata si sentirebbero di condividere. Una sparata alla Sgarbi, per capirci. Di quelle per far notizia.
Ratzinger la fa sua con evidente soddisfazione, senza se e senza ma, senza sapere nulla del dibattito da cui proviene “Galileo andava sentenziato. Brava la Chiesa che l’ha fatto.”
Punto. Lo dicono pure i figli dei fiori, quindi! Capite bene che ad un fisico italiano questa cosa, detta da un Cardinale nel 1992, possa produrre dell’orticaria di proporzioni notevoli.
La cosa interessante che non sono mai riuscito a sapere, è che cosa abbia pensato / replicato Feyerabend a Ratzinger dopo questa citazione che fece il giro del mondo. Feyerabend infatti era gravemente malato, e sarebbe morto un paio di anni dopo. Non ho mai trovato un link di un suo commento. Il finale è un delirio. Un crescendo Wagneriano
Qui da fisico teorico devo passare la palla ai colleghi del reparto neuropsichiatria. E continua
Insomma, perché non avete bruciato anche lui in campo dei Fiori, sperando che nessun altro dopo di lui si sarebbe accorto che la terra gira attorno al sole ?
Qui c’è un excusatio non petita
…come stai invece facendo …
E questa è la logorrea ipnotica che già conosciamo, che non guasta mai in chiusa di un discorso scemo. Meglio il nulla che un’altra boiata.
Chiude con le referenze.
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