platino_iridio

La sbarra di platino-iridio

Generalmente, una teoria ha bisogno di diverso tempo per essere metabolizzata e assimilata dalla comunità scientifica. Tuttavia, la tavola periodica fu velocemente assorbita e presa a modello per continuare sulla strada della ricerca per via della sua incontrovertibile conferma portata dai dati sperimentali.

Come abbiamo già detto, essa è organizzata sulla base della massa atomica degli elementi, ovvero la massa che ogni atomo di un particolare elemento ha. Ma come rendere tale valore univoco? E’ come se ci dovessimo apprestare a misurare la lunghezza di un tavolo. Nel Sistema Internazionale l’unità di misura convenzionale è il metro, ma quel metro ha un riferimento materiale preciso, che fino ad alcuni decenni fa era la sbarra di platino-iridio conservata al Bureau International des Poids et Mesures, e che successivamente è diventata la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un intervallo di tempo pari a 1/299792458 di secondo.

Analogamente, nel Sistema Internazionale l’unità di misura della massa è il grammo, ma come sarebbe impensabile utilizzare il metro per misurare lo spessore di un pelo (e al suo posto possiamo usare il millimetro), allo stesso modo sarebbe impensabile utilizzare il grammo per misurare la massa di un atomo. Al posto del grammo, nella misura della massa atomica, si è deciso di prendere una particolare unità che fosse il più possibile “imparziale”. Per fare ciò, si è presa una “versione” particolarmente stabile del carbonio (simbolo: C) detta carbonio-12 (simbolo: 12C), si è divisa la sua massa in 12 parti, ciascuna delle quali è stata definita come 1 Dalton (simbolo: D) o unità di massa atomica (simbolo: u.m.a.). Ecco la nostra unità, che per “confronto” ora possiamo utilizzare per definire la massa atomica degli altri atomi. Successivamente, una volta conosciuta la massa di ogni elemento, si è deciso di numerare ogni atomo in base alla sua posizione. Così all’idrogeno – che è l’elemento con la massa atomica più piccola – si assegnò il valore 1. Venne poi l’elio, con 2, il litio con 3 e così via, fino ad ottenere una numerazione soddisfacente di tutti gli atomi.

Ora, prendendo i nostri atomi con il rispettivo numeretto e disponendoli in fila, Mendeleev notò che dopo un certo tot di elementi le proprietà della materia cominciavano a ripetersi. Quando appariva la prima ripetizione, egli iniziava a riempire la riga sottostante da capo dando forma a dei “periodi” orizzontali. In corrispondenza delle colonne, dette anche gruppi, erano così rappresentati elementi con caratteristiche e proprietà simili.

La tavola periodica degli elementi come si presenta ad oggi

La tavola periodica degli elementi come si presenta ad oggi

Vedremo la prossima volta quali sono le proprietà che si vennero a delineare.